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Per il mese di marzo la pizza napoletana potrebbe essere candidata come patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Per il momento, sono già state raccolte 700.000 firme e si conta di arrivare al milione entro la data del 4 marzo, giorno in cui la Commissione italiana dell’Unesco dovrà stabilire se la pizza meriti o no di entrare a far parte dei patrimoni umanitari.

Si tratta, in realtà, solo di una formalità, perché la pizza è già riconosciuta in tutto il mondo come prodotto d’eccellenza made in Italy. Stupisce, infatti, che non faccia già parte della lista stilata dall’Unesco, poiché è indubbio che questo alimento abbia tutte le carte in regola per diventare patrimonio dell’Umanità.

 

La finalità che ha spinto alla raccolta di firme è la voglia di esaltare le qualità di un prodotto made in Italy e combattere, una volta per tutte, le contraffazioni mal riuscite e realizzate con ingredienti di scarsa qualità, che nulla hanno a che vedere con la tradizione italiana. Basti pensare che ci sono popolazioni nel mondo che credono che la pizza sia stata inventata dall’America.

 

Un insulto al nostro Paese, che chiede di essere riconosciuto a livello mondiale come inventore della pizza napoletana, in modo da chiarirne, una volta per tutte, la reale provenienza. Entrare a far parte dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco permetterebbe a questo prodotto di veder classificata la sua origine napoletana e avere una lista ufficiale degli ingredienti, che devono essere freschi e di buona qualità.

 

Non è un caso che la miglior pizza del mondo sia quella italiana, meglio se fatta proprio nel bel paese (purtroppo, all’estero, capita spesso di vedere pizzerie italiane che si “adattano” ai gusti del mercato di riferimento, “tradendo” un po’ la storia di questo alimento).

 

Allora, non ci resta che attendere che arrivi la tanto attesa data, per un’occasione che potrebbe non solo fare giustizia alla storia del nostro Paese, ma anche incrementare l’economia di questo settore.

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